Per quali motivi può essere rifiutata la Cessione del Quinto? I 6 casi più comuni.

La cessione del quinto è una forma di finanziamento pensata per offrire stabilità e semplicità nel rimborso, la trattenuta alla fonte (stipendio o pensione) prevede infatti una rata costante per tutta la durata del piano di ammortamento, ma come ogni soluzione di credito richiede il rispetto di alcuni requisiti. In determinate situazioni, la richiesta può essere rifiutata. Conoscere i motivi più comuni aiuta a orientarsi meglio e a valutare eventuali alternative. 

  1. Reddito disponibile e minimo vitale 
    La rata della cessione del quinto non può superare un quinto dello stipendio o della pensione netta (max 20% dello stipendio o pensione). Inoltre, la legge tutela una parte del reddito, detta minimo vitale (soglia di sussistenza stabilita dall’INPS ogni anno), che è destinata alle spese di sussistenza e non può essere intaccata
    Se lo spazio disponibile oltre questa soglia non è sufficiente rispetto all’importo richiesto, il finanziamento potrebbe non essere concedibile o potrebbe essere necessario rivederne importo e/o durata.
  2. Tipologia di datore di lavoro 
    Per i lavoratori dipendenti, la cessione del quinto richiede che il datore di lavoro garantisca continuità del rapporto di lavoro e regolarità amministrativa. Questo perché il rimborso avviene tramite trattenuta diretta in busta paga. 
    Se l’azienda è molto giovane, presenta difficoltà economiche, non versa regolarmente i contributi o non può assicurare la continuità della trattenuta, la richiesta potrebbe infatti non essere accettata.
  3. Età o durata non compatibili
    La cessione del quinto prevede limiti di età massima alla scadenza del finanziamento
    Se la durata richiesta supera i limiti previsti in base all’età del richiedente, la domanda può essere rifiutata o rimodulata. Per approfondire questo aspetto, leggi la FAQ Fino a che età si può richiedere la cessione del quinto della pensione?
  4. Copertura assicurativa non attivabile
    La cessione del quinto prevede per legge una copertura assicurativa obbligatoria, che tutela il rimborso del finanziamento in caso di eventi che impediscano il pagamento della rata come perdita dell’impiego e morte. 
    In alcune situazioni, le valutazioni assicurative specifiche, come per esempio determinate condizioni di salute, possono rendere la polizza non attivabile. In questi casi, l’erogazione del finanziamento non può essere completata.
  5. Presenza di altre trattenute o impegni in corso 
    Se sullo stipendio o sulla pensione sono già presenti altre trattenute (come una cessione in corso o una delegazione di pagamento), lo spazio disponibile per una nuova rata potrebbe non essere sufficiente.
  6. Documentazione incompleta o non conforme 
    Una documentazione non aggiornata, incompleta o non coerente può rallentare la pratica o portare a un esito negativo. Per questo è importante fornire informazioni corrette e complete fin dall’inizio. 

Da sapere 

Un rifiuto non significa automaticamente che non esistano soluzioni. Spesso è possibile valutare importi diversi, durate alternative o attendere condizioni più favorevoli. Affidarsi a un consulente permette di capire con chiarezza la propria situazione e le opzioni disponibili.  

Per sapere se la cessione del quinto è adatta alla tua situazione, è utile una valutazione personalizzata. Compila il form contatti: parlerai con un agente Bibanca che ti offrirà una consulenza gratuita per chiarire requisiti, importi e durata.